IurisPrudentia

News di Giurisprudenza

Valida la clausola di proroga della giurisdizione contenuta in un contratto online

  • 19/12/2018
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione – Sez. Unite Civili – ordinanza n. 21622 del 19 settembre 2017 La Suprema Corte si pronuncia sulla validità di una clausola di proroga della giurisdizione inserita nelle condizioni generali di un contratto telematico online (scaricabile per la parte contraente), richiamando un principio consolidato della Corte di Giustizia Europea relativo alla proroga di competenza di cui all’art 25 del regolamento (UE) n. 1215/2012 (c.d. regolamento Bruxelles I bis). Parte ricorrente aveva proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo che fosse competente, per la risoluzione della controversia relativa al risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, un tribunale straniero per il fatto che la clausola di investimento della giurisdizione esclusiva…

Amministratore di condominio responsabile dei danni causati dall’impresa

  • 15/10/2017
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione – Sez. IV Penale – sentenza n. 43500 del 30 giugno 2017 E l’amministratore è responsabile anche degli incidenti causati dall’impresa quando non si è preoccupato, con la dovuta diligenza, di verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie , delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare (articolo 90 del Dlgs 81/2008). La Corte ha affermato la responsabilità colposa di un amministratore e di un tecnico per incendio colposo del tetto e di una mansarda di un condominio. In particolare all’amministratore era stato addebitato di avere conferito l’incarico senza verificare l’idoneità tecnico professionale dell’artigiano , incaricato delle opere di impermeabilizzazione…

Nullo il «patto» che alza l’affitto, anche per gli immobili non abitativi.

  • 15/10/2017
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civili – Sentenza n. 23601 del 7 febbraio 2017 Le Sezioni Unite, con la sentenza 23601 depositata ieri, stabiliscono la nullità dei patti aggiunti a seguito della registrazione di un contratto di locazione di immobile a uso non abitativo, aggiungendo che tale invalidità riguarda s olo il patto aggiunto ma non compromette l’originario accordo. La Suprema Corte, a Sezioni Unite, aveva già esaminato la fattispecie della registrazione di negozi integrativi a esistenti contratti di locazione per uso abitativo che comportavano un aumento del canone, decretandone la nullità. Il principio, quindi, è quello in ragione del quale il negozio successivo alla stipulazione del contratto di locazione ad…

Bancarotta fraudolenta per distrazione, le scritture contabili vanno sempre verificate, insufficiente il mero dato contabile.

  • 14/07/2016
  • AvvCavallo
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 Corte d’Appello di Roma – Sezione II – Sentenza n. 3155 del 9 maggio 2016 Le mere risultanze documentali in ordine all’esistenza di liquidità costituiscono un mero indizio, da valutare secondo i consueti parametri dell’articolo 192 c.p.p. e se tali «risultanze», nello specifico, «risultano dotate da scarsa attendibilità intrinseca e del tutto sfornite di riscontri» l’imputato va assolto dal relativo addebito e la pena se del caso rideterminata.

Il lucro cessante non deve quantificarsi su un valore locativo solo potenziale.

  • 08/04/2016
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione – Sezione III  – Sentenza n. 6545 del 16 gennaio 2016. Il danno da lucro cessante, nascente dal ritardato rilascio dell’immobile oggetto di un contratto di locazione, non può essere calcolato solo in forza del parametro  del valore locativo potenziale di mercato. L’importo va adeguato secondo un criterio equitativo che i Giudici di merito, in base ad apposite consulenze tecniche e indagini, possono e devono determinare. Chi pertanto intenda ricorrere in Cassazione per una rivisitazione nel merito della decisione, deve indicare il fatto storico, ovviamente già allegato nelle sedi di merito, il cui esame sia stato omesso, e la sua decisività ai fini della decisione quantificatoria.

Diviene principio generale la non punibilità per tenuità del fatto per i reati senza offesa

  • 08/04/2016
  • AvvCavallo
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Corte di cassazione – Sezioni Unite  – Sentenza n. 13681 del 6 aprile 2016. Purchè in parte motiva il Giudice non pecchi di astrattezza, diviene finanche principio generale la non punibilità per quei reati senza offesa, quali ad esempio quelli di mera disobbedienza (ipotesi: rifiuto di alcooltest), ovvero caratterizzati da una semplice omissione o da un rifiuto. Il Giudice dovrà e potrà valutarne la concreta portata offensiva e la non abitualità della condotta del reo per stabilirne la portata, fatta salva l’applicabilità delle sole sanzioni amministrative accessorie. La Sezione rinviante alle Sezioni Unite proponeva infatti la questione che, per i delitti comportanti una soglia legale d’applicazione della fattispecie (si pensi alla guida in stato…

La nuova formula assolutoria per il reato di omissione IVA quando sotto la soglia

  • 17/03/2016
  • AvvCavallo
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Corte di cassazione – Sezione III  – Sentenza n. 10964 del 16 marzo 2016. Depositata ieri (16 marzo 2016) la pronunzia della Suprema Corte afferente la formula assolutoria da adottarsi in caso di omissioni Iva sotto la nuova soglia di rilevanza, così come prevista dal D.lgs “sanzioni” dell’ottobre scorso: il Giudice penale deve dichiarare il non doversi procedere «perché il fatto non sussiste» e non piuttosto «perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato». In caso di prescrizione, la declaratoria relativa, nel caso di specie d’omissione contributiva e previdenziale dispensa il Giudice dalla trasmissione degli atti all’autorità amministrativa per le sanzioni previste dal decreto “depenalizzazione”. La Terza Sezione risolve pertanto la questione…

La qualifica di dirigente spetta al lavoratore per l’effettività delle mansioni, a prescindere dalla formale investitura.

  • 10/10/2015
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Corte di cassazione – Sezione lavoro – Sentenza n. 18165 del 16 settembre 2015.   Ai fini dei riconoscimento della qualifica dirigenziale, è necessario e sufficiente che sia dimostrato l’espletamento di fatto delle relative mansioni, caratterizzate dalla preposizione ad uno o più servizi con ampia autonomia decisionale, e non occorre anche una formale investitura trasfusa in una procura speciale, perché richiedere anche tale requisito significherebbe subordinare il riconoscimento della qualifica a un atto discrezionale del datore di lavoro, di per sé insindacabile, con conseguente violazione del principio della corrispondenza della qualifica alle mansioni svolte. Tale è il principio enucleati dalla recente Sentenza della Sezione lavoro della Suprema Corte per cui…

Condanna d’ufficio per lite temeraria (fino al quintuplo delle spese di lite) per l’opposizione a decreto ingiuntivo palesemente infondata.

  • 02/08/2015
  • AvvCavallo
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Tribunale di Padova, Sentenza n. 482 del 17.2.2015. L’opposizione a decreto ingiuntivo che risulti in toto infondata può oggi comportare la condanna dell’opponente al pagamento in favore della controparte di una somma pari anche al quintuplo delle spese di lite. Quando il Giudice rileva che parte opponente ha agito nella piena consapevolezza di sostenere tesi supportate da allegazioni e argomentazioni prive di qualsiasi sostegno probatorio, a mezzo di eccezioni palesemente infondate, ovvero riferibili alla contestazione di una propria condotta tenuta ante causam (ad esempio, un riconoscimento di debito), e indi stigmatizza in sentenza la natura puramente dilatoria dell’opposizione intrapresa a procrastinare le ragioni del credito della parte opposta, procede a comminare…

Orientamenti contrastanti dei Giudici sulla valutazione di “convenienza” temporale del concordato preventivo.

  • 23/07/2015
  • AvvCavallo
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Sentenza Tribunale Ascoli Piceno del 14.3.14 e Tribunale di Palermo del 31.10.14.   In presenza di vuoto normativo sul punto, risultano infine contrastanti gli orientamenti giurisprudenziali dei giudizi di merito resi in ordine alla valutazione dei tempi di soddisfazione dei crediti nei decreti di omologazione dei Giudici, vieppiù laddove vi sia opposizione di alcuni creditori che eccepiscano l’eccessiva durata, ed indi, la mancanza del criterio della convenienza della procedura stessa. Se, da un lato, per il Tribunale di Ascoli Piceno (Sentenza del 14.3.14) la valutazione della durata del piano concordatario proposto dalla debitrice, da effettuarsi nell’ambito del cd. giudizio di convenienza ai fini dell’omologazione della procedura, è in toto preclusa ai…

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