IurisPrudentia

News di Giurisprudenza

Bancarotta fraudolenta per distrazione, le scritture contabili vanno sempre verificate, insufficiente il mero dato contabile.

  • 14/07/2016
  • AvvCavallo
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 Corte d’Appello di Roma – Sezione II – Sentenza n. 3155 del 9 maggio 2016 Le mere risultanze documentali in ordine all’esistenza di liquidità costituiscono un mero indizio, da valutare secondo i consueti parametri dell’articolo 192 c.p.p. e se tali «risultanze», nello specifico, «risultano dotate da scarsa attendibilità intrinseca e del tutto sfornite di riscontri» l’imputato va assolto dal relativo addebito e la pena se del caso rideterminata.

Il lucro cessante non deve quantificarsi su un valore locativo solo potenziale.

  • 08/04/2016
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione – Sezione III  – Sentenza n. 6545 del 16 gennaio 2016. Il danno da lucro cessante, nascente dal ritardato rilascio dell’immobile oggetto di un contratto di locazione, non può essere calcolato solo in forza del parametro  del valore locativo potenziale di mercato. L’importo va adeguato secondo un criterio equitativo che i Giudici di merito, in base ad apposite consulenze tecniche e indagini, possono e devono determinare. Chi pertanto intenda ricorrere in Cassazione per una rivisitazione nel merito della decisione, deve indicare il fatto storico, ovviamente già allegato nelle sedi di merito, il cui esame sia stato omesso, e la sua decisività ai fini della decisione quantificatoria.

Diviene principio generale la non punibilità per tenuità del fatto per i reati senza offesa

  • 08/04/2016
  • AvvCavallo
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Corte di cassazione – Sezioni Unite  – Sentenza n. 13681 del 6 aprile 2016. Purchè in parte motiva il Giudice non pecchi di astrattezza, diviene finanche principio generale la non punibilità per quei reati senza offesa, quali ad esempio quelli di mera disobbedienza (ipotesi: rifiuto di alcooltest), ovvero caratterizzati da una semplice omissione o da un rifiuto. Il Giudice dovrà e potrà valutarne la concreta portata offensiva e la non abitualità della condotta del reo per stabilirne la portata, fatta salva l’applicabilità delle sole sanzioni amministrative accessorie. La Sezione rinviante alle Sezioni Unite proponeva infatti la questione che, per i delitti comportanti una soglia legale d’applicazione della fattispecie (si pensi alla guida in stato…

La nuova formula assolutoria per il reato di omissione IVA quando sotto la soglia

  • 17/03/2016
  • AvvCavallo
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Corte di cassazione – Sezione III  – Sentenza n. 10964 del 16 marzo 2016. Depositata ieri (16 marzo 2016) la pronunzia della Suprema Corte afferente la formula assolutoria da adottarsi in caso di omissioni Iva sotto la nuova soglia di rilevanza, così come prevista dal D.lgs “sanzioni” dell’ottobre scorso: il Giudice penale deve dichiarare il non doversi procedere «perché il fatto non sussiste» e non piuttosto «perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato». In caso di prescrizione, la declaratoria relativa, nel caso di specie d’omissione contributiva e previdenziale dispensa il Giudice dalla trasmissione degli atti all’autorità amministrativa per le sanzioni previste dal decreto “depenalizzazione”. La Terza Sezione risolve pertanto la questione…

La qualifica di dirigente spetta al lavoratore per l’effettività delle mansioni, a prescindere dalla formale investitura.

  • 10/10/2015
  • AvvCavallo
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Corte di cassazione – Sezione lavoro – Sentenza n. 18165 del 16 settembre 2015.   Ai fini dei riconoscimento della qualifica dirigenziale, è necessario e sufficiente che sia dimostrato l’espletamento di fatto delle relative mansioni, caratterizzate dalla preposizione ad uno o più servizi con ampia autonomia decisionale, e non occorre anche una formale investitura trasfusa in una procura speciale, perché richiedere anche tale requisito significherebbe subordinare il riconoscimento della qualifica a un atto discrezionale del datore di lavoro, di per sé insindacabile, con conseguente violazione del principio della corrispondenza della qualifica alle mansioni svolte. Tale è il principio enucleati dalla recente Sentenza della Sezione lavoro della Suprema Corte per cui…

Condanna d’ufficio per lite temeraria (fino al quintuplo delle spese di lite) per l’opposizione a decreto ingiuntivo palesemente infondata.

  • 02/08/2015
  • AvvCavallo
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Tribunale di Padova, Sentenza n. 482 del 17.2.2015. L’opposizione a decreto ingiuntivo che risulti in toto infondata può oggi comportare la condanna dell’opponente al pagamento in favore della controparte di una somma pari anche al quintuplo delle spese di lite. Quando il Giudice rileva che parte opponente ha agito nella piena consapevolezza di sostenere tesi supportate da allegazioni e argomentazioni prive di qualsiasi sostegno probatorio, a mezzo di eccezioni palesemente infondate, ovvero riferibili alla contestazione di una propria condotta tenuta ante causam (ad esempio, un riconoscimento di debito), e indi stigmatizza in sentenza la natura puramente dilatoria dell’opposizione intrapresa a procrastinare le ragioni del credito della parte opposta, procede a comminare…

Orientamenti contrastanti dei Giudici sulla valutazione di “convenienza” temporale del concordato preventivo.

  • 23/07/2015
  • AvvCavallo
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Sentenza Tribunale Ascoli Piceno del 14.3.14 e Tribunale di Palermo del 31.10.14.   In presenza di vuoto normativo sul punto, risultano infine contrastanti gli orientamenti giurisprudenziali dei giudizi di merito resi in ordine alla valutazione dei tempi di soddisfazione dei crediti nei decreti di omologazione dei Giudici, vieppiù laddove vi sia opposizione di alcuni creditori che eccepiscano l’eccessiva durata, ed indi, la mancanza del criterio della convenienza della procedura stessa. Se, da un lato, per il Tribunale di Ascoli Piceno (Sentenza del 14.3.14) la valutazione della durata del piano concordatario proposto dalla debitrice, da effettuarsi nell’ambito del cd. giudizio di convenienza ai fini dell’omologazione della procedura, è in toto preclusa ai…

Transfer Pricing “interno” legittimo, purché l’operazione sia congrua rispetto al normale valore di mercato.

  • 23/06/2015
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione, Sez. VI, n. 12844 del 22 giugno 2015. Le transazioni fra imprese del medesimo gruppo site ed operanti nel territorio nazionale (cd. «transfer pricing interno»), possono essere ritenute passibili di censura se non effettuate con riferimento e se non congrue al valore normale di mercato. A leggere la Sentenza in parola: alla valutazione a fini fiscali delle manovre sui prezzi di trasferimento interni, va applicato il principio avente valore generale (ex articolo 9 del Tuir) che impone quale criterio valutativo il riferimento al normale valore di mercato per corrispettivi e altri proventi presi in considerazione dal contribuente. Quanto sopra, in applicazione del divieto di abuso del diritto che preclude al contribuente…

Facebook: le foto postate sul proprio profilo sono protette dal diritto d’autore.

  • 17/06/2015
  • AvvCavallo
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Tribunale di Roma – Sentenza 1° giugno 2015 n. 12076   La pubblicazione sui media di foto estratte dalla propria pagina Facebook costituisce utilizzo non autorizzato in forza del quale nasce il diritto al risarcimento del danno morale e patrimoniale. Il caso è quello di alcune foto estrapolate da una pagina personale del social network, indi pubblicate e ri-utilizzate su testate di stampa e media senza indicazione di fonte e autore. I Giudici di merito hanno stabilito che «se la pubblicazione di una fotografia nella pagina personale di un social network non costituisce, di per sé, prova della titolarità dei diritti di proprietà intellettuale del contenuto, tuttavia tale elemento, in…

Appalto: il risarcimento per equivalente è ammissibile anche quando ha gli effetti del risarcimento del danno in forma specifica

  • 15/05/2015
  • AvvCavallo
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Corte di Cassazione, Sez. II, n. 9879 del 14 maggio 2015   In caso di inadempimento dell’appaltatore la domanda di risarcimento per equivalente non può essere respinta per il semplice fatto che potrebbe produrre i medesimi effetti del risarcimento in forma specifica, non domandato: «allorché è stata proposta una domanda di risarcimento per equivalente in caso di inadempimento dell’appaltatore/prestatore d’opera, ai sensi dell’articolo 1668, 1 comma, ultima parte, c.c., il giudice del merito deve esaminarla anche se con la stessa possano prodursi i medesimi effetti di una non proposta domanda di risarcimento in forma una volta accertati i presupposti soggettivi ed oggettivi tipici della stessa».

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